L'ombra di un veicolo da safari sulla salina aperta del Parco nazionale di Nxai Pan, Botswana

Requisiti del 4×4 e del veicolo per il Botswana

Dove un’auto normale basta davvero, che cosa significa in pratica «adeguatamente attrezzato» e quali regole non siamo riusciti a verificare.

Botswana in auto in autonomiaItinerari

L’ombra di un veicolo da safari sulla salina aperta del Parco nazionale di Nxai Pan: il tipo di terreno per cui si sceglie un 4×4 in Botswana. Foto: Ana Isabel Alia, CC BY-SA 4.0, tramite Wikimedia Commons.

Il Botswana è uno dei pochi paesi in cui è il veicolo a decidere l’itinerario. Un 4×4 in Botswana non è un optional di comfort: sulla maggior parte dei percorsi per cui si viene a guidare qui, fa la differenza tra raggiungere il campeggio prenotato e passare la notte a scavare. Questa guida spiega dove un’auto normale è sufficiente, che cosa significa «adeguatamente attrezzato», che cosa dicono i consigli ufficiali della Botswana Tourism Organisation e quali regole non siamo riusciti a verificare.

In breve

  • L’asfalto è una rete sottile. La A1, la A2, la A3, la A33 e la A35 sono asfaltate e un’auto berlina le percorre senza problemi. Tutto il resto è sabbia, e l’interno di ogni parco è terreno da 4×4.
  • Altezza da terra elevata e marce ridotte sono la base, insieme a pneumatici all-terrain, compressore, attrezzatura di recupero e serbatoi ad ampia autonomia.
  • Il minimo indicato dalla BTO: almeno 100 litri di carburante in serbatoi supplementari e/o taniche metalliche; almeno 20 litri d’acqua a persona, 50–100 per le destinazioni desertiche; ricambi e almeno una ruota di scorta.
  • Limiti di velocità: 120 km/h su asfalto, 60 nei centri abitati, 40 all’interno dei parchi, dove bisogna restare sulle piste tracciate. Si guida a sinistra.
  • Carburante e copertura di rete sono entrambi discontinui. Il carburante è affidabile solo nelle città principali e manca all’interno di tutti i parchi; la copertura finisce dove finisce l’asfalto, per cui nei viaggi in zone remote serve una comunicazione satellitare.

Perché in Botswana il 4×4 non è facoltativo, e dove un’auto normale va bene

Il Botswana ha circa 31.700 km di strade, di cui circa 20.000 km asfaltati. È una rete davvero buona, e vale la pena essere precisi, perché molti testi sui viaggi in auto in autonomia lasciano intendere che l’intero paese sia impraticabile senza un verricello.

Per l’asfalto non serve un 4×4. Un’auto berlina percorre tutta la rete principale: la A1, il corridoio orientale dal confine con lo Zimbabwe a Ramatlabama; la A3 da Francistown a Maun passando per Nata e poi verso Ghanzi; la A2, la Trans-Kalahari Highway, da Mamuno a Pioneer Gate; la A33 da Ngoma a Nata via Kazungula; e la A35 che risale il Panhandle fino a Mohembo.

L’esempio più netto di questo confine è il Parco nazionale di Nxai Pan: l’asfalto arriva fino al cancello partendo dalla A3, e dal cancello in poi il 4×4 è indispensabile. È il confine del parco, non la cartina, a segnare il cambio di requisito. Oltre si trovano sabbia profonda del Kalahari, calcrete, fango stagionale e piste senza manutenzione: Moremi, il Chobe con Savuti e Mababe, il Kalahari Centrale, Khutse, il Makgadikgadi e il versante botswano del Kgalagadi.

La BTO descrive le aree remote come «accessibili solo con la trazione integrale», su terreni accidentati e sabbia pesante. Per precisione: la BTO non indica il requisito su ogni pagina dedicata ai parchi; per il Kalahari Centrale e Khutse si basa su fonti degli operatori, che però sono unanimi.

Che cosa significa davvero «adeguatamente attrezzato»

La dicitura «4×4» su un contratto di noleggio non è la specifica che conta. I requisiti concreti sono un’altezza da terra realmente elevata e le marce ridotte (i crossover a trazione integrale non appartengono alla stessa categoria); pneumatici all-terrain in buono stato, dato che i danni ai fianchi causati da spine e calcrete sono il guasto più comune; un compressore e un kit di riparazione pneumatici; attrezzatura di recupero, cioè cinghia certificata e grilli, un cric adatto alla sabbia con piastra di appoggio, una pala e, idealmente, piastre da sabbia; e serbatoi di carburante e acqua ad ampia autonomia.

Quanto ai ricambi, il minimo indicato dalla BTO è «almeno una ruota di scorta», insieme a pezzi di ricambio del veicolo; la forma utile è una ruota di scorta di dimensioni normali su un cerchio corrispondente. Nelle riserve più remote è pratica comune averne due, ma il minimo dichiarato è una. Su questo punto le indicazioni della BTO sono insolitamente precise per una fonte ufficiale, e conviene seguirle alla lettera:

  • Portate almeno 100 litri di benzina in serbatoi supplementari e/o in taniche metalliche.
  • Portate almeno 20 litri d’acqua a persona, meglio se di più; per le destinazioni desertiche, tra 50 e 100 litri.
  • Portate pezzi di ricambio del veicolo in caso di guasto, compresa almeno una ruota di scorta.

Guida sulla sabbia

Sgonfiate. Pressioni più basse allungano l’impronta a terra e permettono allo pneumatico di galleggiare invece di scavare. È la singola cosa più efficace che possiate fare, ed è il motivo per cui il compressore non è facoltativo: viaggiare sgonfi ad alta velocità su sterrato o asfalto rischia di far stallonare lo pneumatico dal cerchio.

Inerzia, non potenza. Avanzare con costanza in una marcia adatta funziona meglio che dare gas con decisione; le ruote che slittano scavano. Se il veicolo si insabbia, alleggerite l’acceleratore e tornate indietro in retromarcia sulle vostre tracce. Seguite le tracce esistenti: i solchi già battuti sono compattati, la sabbia in mezzo no, e all’interno dei parchi questa è una regola oltre che una tecnica. La sabbia profonda fa anche salire i consumi molto al di sopra di qualsiasi valore visto su asfalto. Consultate la nostra sezione sui viaggi in auto in autonomia.

Guadi, black cotton e i ponti di Moremi

Due meccanismi diversi portano acqua sulle piste del Botswana, e chi scrive di viaggi li confonde regolarmente. La pioggia, all’incirca da dicembre a marzo, inzuppa i suoli di black cotton e chiude percorsi a Moremi, a Savuti e intorno alle saline. La piena dell’Okavango, all’incirca da maggio ad agosto, porta acqua sulle piste del Delta mesi dopo l’ultima pioggia. Sapere quale dei due si ha davanti è gran parte della pianificazione stagionale dei percorsi: consultate la nostra sezione sulla fauna.

Il black cotton è il pericolo sottovalutato: asciutto è un buon fondo, bagnato diventa un’argilla viscida che intasa completamente il battistrada, e a quel punto la trazione integrale non aiuta più. Si gestisce evitandolo e scegliendo il momento giusto, non con la tecnica. I guadi richiedono di conoscere la profondità di guado del proprio veicolo e di accettare che un attraversamento fattibile all’andata potrebbe non esserlo al ritorno; inoltre ippopotami e coccodrilli sono un valido motivo per non attraversare a piedi alcuni guadi del Delta.

I ponti di Moremi hanno un limite di cinque tonnellate per veicolo. Il percorso Third Bridge–Xakanaxa attraversa First, Second e Third Bridge, e Third Bridge viene spesso danneggiato durante le piogge. La questione riguarda soprattutto i camion overland più pesanti e chi traina un rimorchio. Sulla fonte: il dato delle cinque tonnellate proviene da una fonte specializzata in viaggi in auto, non da una pubblicazione del DWNP, quindi verificatelo con la riserva o con il Department of Wildlife and National Parks (il dipartimento della fauna e dei parchi nazionali) se il vostro veicolo si avvicina a quel peso.

Limiti di velocità e regole all’interno dei parchi

  • Si guida a sinistra.
  • 120 km/h è il limite nazionale sulle strade asfaltate; 60 km/h nei centri abitati e nei villaggi.
  • 40 km/h all’interno dei parchi nazionali, dove bisogna sempre restare sulle piste tracciate.
  • L’uso del cellulare alla guida comporta una sanzione: la BTO la indica in P300 e raccomanda il vivavoce.

Altre due cose funzionano di fatto come regole. Il bestiame e gli animali selvatici sulle strade non recintate rendono la guida notturna davvero pericolosa: programmate gli arrivi con la luce del giorno. Inoltre la guida fuoristrada all’interno delle riserve nazionali è vietata senza eccezioni; una fonte di un operatore riferisce di una multa salata a Moremi, anche se non siamo riusciti a verificarne l’importo. Nelle concessioni le regole sono diverse: consultate parchi e riserve.

Pianificare il carburante

La BTO avverte che nelle aree remote acqua, benzina o cibo potrebbero non essere disponibili:

  • Affidabili: Gaborone, Francistown, Maun, Kasane, Ghanzi, Palapye, Serowe, Nata, Lobatse, Kanye, Molepolole, Letlhakane e Tsabong.
  • Discontinui o assenti: Rakops, Gumare e Werda, ciascuno situato proprio dove si vorrebbe di più un rifornimento garantito: prima del Kalahari Centrale orientale, lungo il tragitto del Panhandle e sulla strada poco servita verso Tsabong.
  • Nessun rifornimento: all’interno di tutti i parchi nazionali e di tutte le riserve faunistiche.

Date per scontato che le stazioni discontinue saranno a secco, considerate 100 litri a bordo come soglia minima per le tratte remote e portate con voi dei pula: le stazioni di servizio isolate accettano solo contanti.

La questione del convoglio nel Kgalagadi: irrisolta

È una questione che riguarda la sicurezza e le nostre fonti si contraddicono, quindi riportiamo entrambe le posizioni invece di sceglierne una.

  • La BTO afferma che chi campeggia in autonomia nel Parco transfrontaliero di Kgalagadi deve viaggiare in convogli di almeno due veicoli 4×4 adeguatamente attrezzati. SANParks lo conferma, indicando che tutti i percorsi in territorio botswano vanno affrontati con non meno di due veicoli e che sul versante botswano il 4×4 è obbligatorio.
  • Una fonte specializzata in viaggi in auto lo contraddice, sostenendo che per il normale campeggio in autonomia a Mabuasehube un solo veicolo è ammesso e che il minimo di due veicoli si applica solo ai Wilderness Trails da prenotare in anticipo.

Non possiamo dirvi quale regola sia attualmente applicata, e sbagliare ha conseguenze in entrambi i sensi: essere respinti al cancello dopo un avvicinamento lunghissimo, oppure trovarsi soli e senza possibilità di recupero in uno dei paesaggi più vuoti dell’Africa australe. Verificate la regola in vigore con il Department of Wildlife and National Parks e, qualunque cosa vi dicano, considerate un secondo veicolo la scelta prudente di default.

Comunicazioni: considerate il Botswana offline

La parte importante è la formulazione della BTO: «Tutte le principali città del Botswana sono coperte dalla rete, così come tratti della strada nazionale». La copertura segue le città e i corridoi stradali, non l’intero paese. Date per scontato che non ci sia segnale nel Delta, a Moremi, nel Kalahari Centrale, nel Kgalagadi, a Nxai Pan, in gran parte del Chobe lontano da Kasane e su lunghi tratti della A3, della A30 e della A35. I campi usano comunicazioni satellitari e dovreste farlo anche voi, insieme a un’assicurazione sanitaria che includa l’evacuazione medica, che qui è obbligatoria e non facoltativa.

Noleggiare o portare il proprio veicolo

Noleggiando a Maun, Kasane o Gaborone si ottiene un veicolo già allestito per il terreno, di solito con tende da tetto, attrezzatura di recupero e serbatoi supplementari, e si evitano le pratiche per l’attraversamento delle frontiere. Le tariffe variano secondo l’operatore e la stagione, e non pubblichiamo cifre che non possiamo verificare. Controllate la capacità di carburante e acqua, i ricambi e i cerchi, se compressore e kit di riparazione sono inclusi e se le condizioni consentono l’accesso ai parchi in cui intendete entrare.

Portare il proprio veicolo significa burocrazia. La patente va portata sempre con sé; la BTO afferma che sono accettate le patenti dei paesi confinanti e quelle internazionali, con traduzione certificata se la patente non è in inglese. Secondo la BTO, i non residenti provenienti da paesi esterni all’Unione doganale dell’Africa australe hanno di norma bisogno di carnet o di bollette doganali d’ingresso, e il BURS richiede un permesso di importazione temporanea rilasciato all’ingresso oppure un Carnet ATA, oltre ai documenti di sdoganamento e al modulo SAD 500.

L’unica tariffa che possiamo confermare come ufficialmente in vigore è il contributo al National Road Safety Fund di P40, che scade il 31 dicembre di ogni anno ed è dovuto per tutti i veicoli immatricolati all’estero secondo il BURS; viene inoltre riscosso a ogni ingresso un contributo per il Road Transport Permit sul carico trasportato, ma il BURS non ne pubblica il tariffario. Per un veicolo che non è interamente di vostra proprietà, è prassi una lettera di autorizzazione del proprietario, della banca o della società di noleggio.

Due avvertenze. L’elenco delle tariffe di frontiera che circola tra chi viaggia in auto in autonomia (permesso stradale, contrassegno del fondo stradale, tassa per il rimorchio, assicurazione di responsabilità civile e un totale ben arrotondato) risale a un articolo di giornale del 2015; quelle cifre hanno undici anni e non le ripubblicheremo. E poi i «triangoli blu»: non siamo riusciti a verificare presso alcuna fonte governativa l’esistenza di un obbligo ufficiale in Botswana. Le norme regionali sulla segnaletica riflettente che esistono davvero riguardano nastri e triangoli rosso/bianchi o giallo/rossi su rimorchi, caravan e veicoli pesanti. Verificate con il codice della strada del Botswana o con il Department of Road Transport and Safety, e verificate gli importi con il BURS. Consultate organizzare il viaggio.

Condizioni delle strade e chiusure

Lo stato dei percorsi qui cambia in fretta, ed è la parte di qualsiasi guida per viaggi in auto più soggetta a essere superata quando la leggete. Dopo le piogge del 2025/26, la Riserva faunistica di Moremi ha riaperto il 13 aprile 2026 con accesso limitato. Third Bridge è rimasto chiuso fino a nuovo avviso; il tratto Khwai–Xakanaxa è stato giudicato inagibile; il tratto Khwai–South Gate è stato definito difficile e potenzialmente pericoloso, solo per viaggiatori esperti di fuoristrada; il tratto South Gate–Xakanaxa è stato valutato discreto. Una riapertura precedente, prevista per il 27 marzo, era stata rinviata a causa delle piogge persistenti.

Più dei dettagli contano le lezioni permanenti: Moremi può chiudere completamente per una o due settimane con piogge intense tra dicembre e marzo; Third Bridge viene danneggiato quasi ogni anno; il percorso Maun–Moremi–Chobe è il primo a cedere; e la A2 è stata segnalata per le buche. Verificate con il DWNP lo stato attuale di cancelli e percorsi prima di impegnarvi in un itinerario attraverso Moremi o il Chobe, e non date per aggiornata nessuna descrizione pubblicata dei percorsi, compresa la nostra.

Dove spezzare le tappe lunghe

La Trans-Kalahari e la A3 sono i due tratti che decidono quanto risulti impegnativo un viaggio in auto in autonomia. Ecco le soste pratiche.

Pianificate il resto del viaggio

Fonti ufficiali

Continuate a pianificare

È il veicolo a definire l’itinerario.

Leggete questa pagina prima di scegliere un percorso, non dopo aver prenotato i campi.

Botswana in auto in autonomiaItinerari
Torna in alto